CONTESTO SOCIO-CULTURALE DELL’ ISTITUTO

L’Istituto comprensivo statale di Squillace, inserito in un vasto ed eterogeneo territorio che comprende i comuni di Amaroni, Squillace, Stalettì e Vallefiorita, opera nei segmenti di scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale.

SQUILLACE CENTRO: posta a 344 metri sul l.m., si affaccia imperante sul golfo che da essa prende il nome. E’ una città di alto valore storico e culturale, la cui storia iniziò nel VI-VII sec d.C., quando gli abitanti della Colonia Romana Scolacium occuparono la collina, dove sorge ora la città, per trovare rifugio dalle incursioni saracene. Marco Aurelio Cassiodoro, ivi nato e morto (483-580), fondò nella sua città un Vivarium, dove si studiarono e copiarono i testi antichi, e il Castellanense, istituzione religiosa per la contemplazione e la preghiera. Percorrendo le strade del corso, intitolato ad un altro insigne squillacese Generale Guglielmo Pepe,  sono molti i portali in pietra lavorata, appartenuti ad antiche famiglie patrizie. Fino a non molti anni fa sede diocesana tra le più antiche della Calabria, Squillace possiede: un’imponente cattedrale dallo stile neoclassico, all’interno della quale sono custodite le reliquie di Sant’Agazio; la Chiesa di San Nicola delle Donne , che conserva una cripta; la Chiesa ed il Convento di Santa Chiara, quest’ultimo probabilmente fondato nel 1331;  la Chiesa di San Martino con la sua imponente facciata rinascimentale e un importante portale decorato con elementi scultorei e con in alto lo stemma francescano; il Convento di Clarisse, annesso alla Chiesa di San Martino, fondato nel 1586, ospitava ragazza di famiglie nobili. Sull’altura del colle, troneggiano imperanti le mura del Castello Normanno, dapprima fortificazione bizantina, con un’architettura discontinua, a causa dei rimaneggiamenti nei diversi secoli, e lo stemma della Famiglia Borgia. Caratterizzato dalla sua posizione strategica è testimone di oltre un millennio di importanti avvenimenti!

Degni di menzione sono anche il Palazzo Pepe, oggi sede del municipio e, nascosto in una piccola via, un edificio di epoca federiciana-sveva, di architettura d’oltralpe, realizzato in pietra con portali ogivali e archi, che attualmente è noto come Chiesetta di Santa Maria della Pietà, ma che in origine fu sicuramente una precettoria templare.

Oltre ai molteplici monumenti e chiese, di cui si è fatto cenno, nel centro storico si trovano: il Centro del Folklore, la Casa della Poesia, un laboratorio orafo e le numerose botteghe artigiane. Squillace, inoltre, vanta un riconoscimento speciale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico che consente ai ceramisti squillacesi di applicare il marchio DOC sulle proprie ceramiche, fattore questo di grande rilevanza in Calabria. Feste e tradizioni sono rinnovate nella città antica grazie alle associazioni, all'impegno e alla partecipazione di cittadini. La città di Squillace si avvale della presenza dell’Istituto d’Arte.

SQUILLACE LIDO: si è sviluppata lungo le spiagge della città antica. E’ un centro balneare in rapida espansione, ben collegato con gli altri paesi e città, compresa Catanzaro. Questa caratteristica  negli ultimi anni ha determinato la presenza di un’utenza composita e talvolta non stabile. Molti abitanti, infatti, scelgono tale località per esigenze lavorative, che li vedono impegnati sul nostro territorio, ma non sempre vi rimangono in modo permanente.

AMARONI: è un paese che ha origini antichissime, abitato fin dall’antica preistoria, come dimostrano i reperti esposti al museo di Catanzaro. E’ posta alle falde del monte Carbonaro sull'ampia vallata del torrente "Ghetterello" confluente del fiume Alessi. Essa presenta le sue caratteristiche di agglomerato formatosi lentamente in varie epoche. All'economia tradizionale prettamente agricola e di pastorizia, si sono aggiunte imprese ed aziende che operano nel settore manifatturiero, dell'edilizia, dell'agricoltura, del commercio, della ristorazione. Amaroni si distingue per la produzione di olio extravergine di oliva e olio biologico; nonché per il numero di aziende apistiche, che con la loro pregiata produzione di miele, hanno determinato per Amaroni l'appellativo di Città del Miele. Di questo centro, infine, si registra un numero significativo di Cittadini iscritti all' Aire ( Anagrafica degli Italiani residenti all'estero), a seguito di un forte flusso di emigrazione.

STALETTÌ: situata sul Golfo di Squillace, offre al visitatore un panorama straordinario, che va da Crotone a punta Stilo. Stalettì ha una storia fortemente legata alla vita di Squillace, che registrò intorno al 1400 un importante aumento demografico. Tale centro ha origini molto antiche di epoca romana e conserva le tracce del suo  passato autorevole: dai ruderi della Chiesa di San Martino alle vasche di Cassiodoro, dalle architetture religiose ai siti archeologici. Parlando di Stalettì, non si può infine non menzionare Copanello che, appartenente a tale Comune, ha il tratto di costa tra i più suggestivi del Golfo. E’ meta estiva di turismo balneare e presenta  diverse infrastrutture ad esso associate.

VALLEFIORITA: di probabili origini medievali, come  il nome stesso lo preannuncia, si caratterizza per l’amenità del suo paesaggio e per la varietà dei fiori che ivi crescono. E’ un comune noto per la presenza di sorgenti di acqua ferraginosa. Ha una vocazione prevalentemente agricola e si contraddistingue come Città dell’olio e comune virtuoso per la raccolta differenziata di rifiuti.

La dislocazione su più sedi dell’Istituto comprensivo di Squillace è una sfida volta al superamento della frammentazione o giustapposizione tra le diverse realtà. La spiccata identità culturale e storica dei diversi centri, innegabile ricchezza e risorsa,  traccia la mission del’istituzione scolastica sul territorio:

-          potenziare la comunicazione tra le diverse sedi e il legame delle stesse con i territori,

-          costruire una rete efficace, capace di far circolare le energie e favorire lo scambio di risorse umane e materiali,

-          favorire la collaborazione con le associazioni, le Pro Loco, le biblioteche comunali,

-          fruire dei vantaggi di tutti i Comuni in dialogo con la scuola, per itinerari didattici di scoperta e valorizzazione del territorio con il suo ricco patrimonio paesaggistico, storico, culturale e tradizionale.


Il contesto socio-economico di provenienza in alcuni casi promuove e sostiene l’apprendimento e per la maggior parte si configura come un contesto neutro, che non produce particolari sofferenze né  influisce negativamente sul rendimento scolastico. In rari casi possono essere individuati contesti particolarmente disagiati che pregiudicano l’apprendimento e che sono  riconducibili a situazioni di sofferenza legate all’ambiente familiare.  In tutti i plessi sono presenti studenti con cittadinanza non italiana. In alcuni casi si tratta di alunni che appartengono  a famiglie di immigrati regolari, ben inseriti nel contesto di vita e di lavoro, che parlano con sufficiente competenza la lingua italiana e che vivono l’esperienza scolastica con senso di responsabilità, dimostrando impegno e desiderio di apprendere.  Appartengono a famiglie coscienti del fatto che il proprio riscatto sociale possa passare attraverso l’avanzamento culturale dei figli.

Sono presenti alcune situazioni di particolare svantaggio socio-culturale afferenti  a famiglie che appartengono alla comunità locale  per le quali bisognerebbe intervenire con un supporto a diversi livelli:

-      l’inclusione,

-      la lotta alla dispersione scolastica,

-      l’orientamento,

-      la programmazione dell’offerta formativa.


Lo status socio economico e culturale delle famiglie degli studenti è tendenzialmente medio in quasi tutti gli ordini ed in tutti i plessi della scuola. La percentuale di studenti con famiglie economicamente svantaggiate rappresenta una minoranza e l’incidenza di alunni con cittadinanza non italiana è pari a circa il 10% ma si registra negli ultimi mesi un costante incremento.

La scuola si propone, pertanto, di intervenire nelle situazioni a rischio promuovendo, nei confronti delle famiglie che presentano maggiori difficoltà e degli alunni stranieri, un’adeguata informazione sulle problematiche educative e la promozione di iniziative formative su temi legati alla genitorialità.

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